
Sono stati tempi rapidi e contorti. I pensieri, troppo spesso, hanno preso il sopravvento sulla vita.
E mi sono persa, tante volte, tra gli incotri notturni con le mie paure, che nel sonno mi comparivano mascherate di sogno.
L’ansia ha consumato e portato via troppi attimi bruciati così.
E ancora i nodi più grossi non sono sciolti. Ancora resta una nebbia fitta su di un orizzonte che non smette di turbarmi.
In questi giorni sudati e confusi, un apatico timore è quasi riuscito a spegnere ogni fuoco, A ovattare ogni emozione, a zittire il cuore.
Ma non ha saputo vincere. La sua morsa, forte, violenta e implacabile, è stata più debole di quel battito d’ali.
Un’aura discreta, due occhi assorti, e il respiro silenzioso dell’angelo che non si stanca di volarmi accanto.
Oggi mi accorgo che è ancora lì. Che non smette di vegliare sul mio spirito troppo spesso stanco e muto.
Ci sono canzoni che non possono smettere di suonare. Come le sfere dei cieli, che nessuno saprà mai fermare.
I sentimenti di cui siamo consapevoli, tante volte, sono un tranello, una perfida maschera posta sul volto sincero di ciò che abbiamo davvero nel cuore, e che troppo spesso non sappiamo riconoscere.
Non ho altro da darti se non questo.
Il silenzioso e titubante passo verso di te, ancora una volta, che trema nell’accorgersi che, malgrado il passato che soffia il suo pesante alito sul collo, malgrado il presente e i fantasmi che lo abitano, malgrado tutto, ti appartengo, e tu mi possiedi come nessuna mia paura ha mai saputo fare.













Io continuo a pensare che quando ti abbandoni completamente a un uomo è la volta che rischi di perderlo.
Non sarà per tutti uguale, ma pare che abbiano bisogno di sentirsi sulle spine, di dover lottare continuamente per mantenere ciò che hanno.
In fondo, è così anche per tutto il resto, quando si ha una cosa preziosa troppo facilmente si va in ansia, si sente odore quasi d’inganno, ci si dibatte per farla andar via, e quando ci si accorge di aver perso qualcosa di importante, che la vita ci aveva semplicemente regalato e pòrto, è troppo tardi.
Da: Diemme su Settembre 6, 2009
alle 5:06 pm
“Appartenere” … senza perdersi, diciamo pure “condividere” cio che è possibile. Ciao
Da: spaziocorrente su Settembre 7, 2009
alle 8:01 am