Inserito da: engelsblick | Febbraio 9, 2009

Povera E., povera Italia, poveri noi

non-vedo-non-sento2

 

In questi giorni in Italia si è consumata una tragedia.

Su piani diversi.

E non posso più tacere.

 

Sul piano politico è stata messa in atto un’azione fascista e anticostituzionale: a fronte di una sentenza regolare il governo ha spinto il parlamento produrre una legge ad hoc, per giunta retroattiva, in grado di smentire la sentenza medesima. Questo gesto è gravissimo: non solo in nome di un qualche ideale patriottico, ma di fronte ai diritti e le libertà di ogni cittadino. Dopo un gesto del genere, nessuno di noi potrà essere più tranquillo una volta che la giustizia avrà fatto il suo corso. Perchè potrà sempre intervenire il governo di turno a promulgare una legge apposita per vanificare la sentenza ottenuta.

Questo evento è di una gravità inaudita, ci pone tutti in allarme di fronte a qualcosa in cui dovremmo riconoscere i tratti della dittatura.

Una dittatura biopolitica, per giunta, in cui chi governa si sente in diritto di mettere mano sulle sfere più private della nostra vita.

 

Sul piano religioso, la Chiesa non ha mancato di sporcarsi le mani in politica anzichè compiere il suo ruolo: innanzi tutto non ha accettato la sentenza che autorizzava l’interruzione dell’alimentazione forzata della povera persona vittima di questa serie ininterrotta di scandali, avallando di fatto l’operato illegittimo del governo e senza dire una parola sulla gravità politica di un tale agire. In uno stato democratico anche i prelati sono tenuti a rispettare il diritto. E quindi rispettare quanto una corte ha stabilito, in nome della divisione dei poteri.

 Inoltre sono state “tagliate con l’accetta” le possibili interpretazioni del debole decreto prodotto dalla Sacra Congregazione per la fede nel 1980 in merito all’eutanasia (cfr. Decreto della Sacra Congregazione per  la dottrina della fede, 5 maggio 1980)

La questione Englaro è sicuramente delicata, ma di fronte ad un dramma di tali proporzioni bisognerebbe avere il pudore di rispettare le scelte prese in coscienza da chi vive davvero quel calvario, senza soluzioni facili e lapidarie. Non tutti nella Chiesa, neanche ai vertici, erano d’accordo con la posizione ufficiale riguardo a questo complicatissimo caso. Non si può, non è cristiano, massacrare una famiglia di fronte a questioni ancora dibattute e poco chiare, una famiglia la cui unica colpa è quella di aver cercato di agire nella legalità, anzichè emigrare all’estero per “staccare la spina” (o il sondino, che con saccenza disgustosa molti fanatici ricordano “non essere una macchina”).

Ancora una volta, in nome di una visione miope e schematica della morale, la Chiesa ha preferito che nel parlamento italiano si perpetrasse un vero e proprio crimine verso la Costituzione, lasciando di fatto soli i protagonisti di questa tragedia.

 

Non c’è nulla di cristiano, di umano e di giusto in quanto è avvenuto in questi giorni.

 

Possiamo discutere per anni sulla questione del confine tra morte e vita. 

 

Come cristiana, come cattolica, credo profondamente nella Misericordia, la quale non è solo il grande dono di Dio, ma l’atteggiamento che è richiesto al cristiano.

In questo caso coloro che dovrebbero farsi portavoce del Vangelo non hanno agito in nome della Misericordia. Non hanno saputo accogliere e accompagnare. Hanno lanciato quella pietra che Cristo trattene nelle mani degli uomini pronti a lapidare l’adultera.

Nel frattempo venivano riammessi nella comunità ecclesiale fanatici oltranzisti, il cui primo atto è stato quello di negare l’olocausto.

 

Come cittadina, come credente, come cattolica e come donna mi sento profondamente ferita e tradita.

E non riesco a capire come chi si dice discepolo di Cristo possa stare a guardare e anzi plaudire ad un operato sì scandaloso, piegandosi ancora una volta non a Lui ma ai suoi (opinabili) interpreti.

 

Dove siete, discepoli di Cristo, dove siete? 

E’ il vostro silenzio che manda ancora a morte tanti omosessuali nel mondo (cfr. posizione del Vaticano rispetto alla parità di diritti dei gay); è il vostro silenzio che mantiene la disparità tra persone con disabilità e “normodotati” (idem); è il vostro silenzio che accetta l’epidemia di HIV nei paesi africani. E’ il vostro silenzio che inchioda ancora una volta Cristo alla croce.

 

Non sarà la verginità, le valanghe di figli e la vostra rispettosissima eterosessualità a portare Cristo al mondo.

Eluana è morta, è tornata dove da tempo attendeva di andare.

Ma dietro di sé, nessun amore, nessun rispetto, nessuna misericordia.

Rimangono le lacrime di un padre, e il freddo comunicato stampa di un portavoce del Vaticano.

 

Se volete ascoltare le parole di un uomo intelligente andate a vedervi l’intervista a Küng sul sito di Raitre.


Risposte

  1. Farci strumenti dello Spirito per essere Chiesa più povera di spirito che si faccia luce per i credenti nell’essere in Cristo e non cerchi il consenso per la propria struttura, l’affermazione di un proporsi come oggetto di fede.
    È una necessità prioritaria anche in questi tempi che vedo intrappolati in miseri giochi di potere.

  2. Cara Engel, è mattino prestissimo quando rileggo le tue parole. Nel rileggerle a distanza di tempo, a valle delle polemiche scatenate, appaiono ancora più profonde: oggi, dopo aver letto in un altro blog parole durissime nei confronti di Beppino Englaro, mi hai fatto vedere in quell’uomo la mano armata di pietra che Gesù fermò.

    A noi che ti conosciamo è chiarissimo il tuo legame profondo con la tua Fede, ma sostenuta da una capacità di analisi coraggiosa e onesta che, cara Engel, fa di te una perla rara.

    Le opinioni diverse con cui ho avuto modo di confrontarmi, su questo e altri argomenti, mi hanno arricchito, al contrario dell’arroganza e il cieco lancio di pietre.

  3. Carissima,

    Hai detto tutto ciò che non sono riuscita a dire.

    Grazie delle tue parole.

    Baci
    Marta

  4. Grazie a te, Marta, grazie a tutti voi. Il vostro sostegno è prezioso, perchè davvero in queste settimane ho sperimentato l’abbandono…

  5. In che senso????

  6. Mia cara Engel, quanta amarezza traspare dalle tue parole!

    Pur essendo, come ho già detto, un cattolico annacquato, condivido in pieno il tuo pensiero e la stessa sensazione la vivo sulla mia pelle.

    Sono fiero di te e felice di aver avuto modo di conoscerti.

  7. Di questo post non mi piace l’eccessiva rabbia… la mia solita aggressività, che tiro fuori quando qualcosa mi sta a cuore. Mi dispiace, perchè poi temo di non riuscire a trasmettere quello che vorrei.
    Vorrei imparare a contare fino a dieci… non per “non dire”, ma per dire “meglio”. Dopotutto la mitezza è una virtù cui lo stesso Gesù ci invita.

    Vorrei che fosse chiaro che quello che mi muove non è l’astio, ma l’amore per la Chiesa.

    Se non l’amassi non me la prenderei, infondo, così tanto. E’ proprio perchè credo alla sua importanza che me la prendo tanto, perchè il suo (il nostro) compito è fondamentale, è il sale della vita, dell’esistenza, e vederlo tradito ogni volta mi ferisce.

    L’amore è la sfida più ardua!

  8. Non ti scusare, la grinta e il vigore sono qualità, e per quanto riguarda il “dire meglio”, tranquilla, ti sei espressa benissimo, e tanto chi non vuole capire non capisce lo stesso.

    Sappiamo che quello che ti muove è l’amore per la Chiesa e non l’astio, è chiaro che ce la prendiamo per ciò a cui teniamo.

  9. Tutto mi sarei aspettato da te, tranne sentirti fare questo commento.
    Ti sei espressa benissimo (ho messo nel mio posto “Eluana” il collegamento a quest’articolo… ) e la rabbia ti ha resa lucida come dovremmo essere tutti, nel momento in cui abbandoniamo le cognizioni di parte, per essere obiettivi e critici, che poi è anche un modo per crescere nelle cose in cui si crede.

    Ti segnalo un articolo che credo debba essere letto: http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-legge-del-governo-sul-fine-vita-viola-i-diritti-umani/

  10. Non vederla così, Angelo, … io la vedo in modo differente.

    Vedo tantissime persone, per la strada, imprigionate nelle loro carceri quotidiane, lavoro, denaro, famiglia, idoli vari… ma se dai a loro un contatto, se accendi in loro una speranza, se li scuoti, li vedi sorridere, almeno un istante. il tuo compito, a quel punto, lo hai realizzato…

    Ascoltami…Spegni la televisione, io l’ho fatto da parecchio. In fondo, io la vedo così, e ti dedico questa mia visione:

    Il colore delle cose
    non è
    unico tono scuro,
    e non deriva
    da ciò che è
    attorno a noi,
    Angelo,
    la maggioranza
    delle volte
    il sentire
    può essere
    differente,
    a sè,
    a quella
    traccia nera
    che ci lasciamo
    dentro al petto,
    e lo si può cambiare,
    volgendo, in meglio
    il nostro sguardo
    scippando, in strada
    un sorriso amico,
    osservando
    il coraggio
    di un fiore,
    sul bordo
    dell’asfalto,
    pensando
    che il nostro
    mondo, sì
    la nostra fetta di
    Universo la vogliamo,
    la sognamo differente,
    con tutta la mente
    con tutta l’anima,
    con tutto il nostro cuore

    Adonai

    Apolide

  11. Penso che la questione sollevata dalla vicenda di Eluana sia complessa e delicatissima. Data in pasto ai mass media inceve è come ritrovarsi in corsa con gli elefanti.
    Condivido la tua indignazione, ma penso pure che qualunque cosa la chiesa avesse fatto sarebbe stata criticata, anche da noi. Perchè in questi casi come fai, fai male. Pensavo che mentre tutti parliamo della morte di una ragazza nessuno parla della sua vita. Io credo che non sia importante come e quando si muore, ma come e quando si vive. Per chi, perchè si vive. Ciao

  12. Sai Mauro, credo che tu abbia ragione.
    Devo anche confessare che l’enorme risonanza che questo fatto ha avuto per me è forse (troppo) legato a questioni ed esperienze personali, e quindi può perdere di oggettività. Il mio carattere irruento mi porta anche a questo.
    Ma ci terrei a precisare una cosa: la mia critica non va alla posizione ufficiale (ufficiale? e allora perchè ci sono tanto vescovi e cardinali che la pensano diversamente?) ma alle modalità, all’attacco che è stato rivolto a Beppino Englaro, alla violenza verbale che è stata usata… Insomma: non sono nessuno per stabilire cosa sia giusto e sbagliato in ambito bioetico, ma penso di riconoscere la mancanza di tatto e sensibilità. Che è assolutamente non cristiana.
    Ecco: è questo il problema. Una chiesa cristiana sempre meno cristiana…

  13. Ti dirò che alla correttezza di Beppino mi pare abbia corrisposto altrettanto rispetto delle autorità ecclesiali, almeno verso la persona. La mancanza di rispetto è avvenuta a livello popolare (e la chiesa ha lasciato fare…) cosa che succede ogni qual volta i mezzi di comunicazione esasperano una qualunque vicenda obbligandoci a schierarci, di qua o di là.

  14. Ce ne fossero persone aperte, illuminate, sensibili, coerenti con i propri valori…come te!Ce ne vorrebbe una, con questa irruenza di cui parli, che per me è forza, amore per la giustizia e per l’essere umano e la sua libertà…a ogni angolo di strada per risvagliare le coscienze dei bianconigli…!!

  15. Eh, ma in realtà sbaglio, esagero, alzo troppo i toni e mi faccio trascinare dall’indignazione…. e non ottengo quello che vorrei: comunicare le mie idee… vorrei essere meno aggressiva. Ma quando ho scritto questo post ero troppo, troppo arrabbiata!

  16. Ciao engel. Ho letto il tuo articolo con grande interesse e attenzione. Anche se ormai di Eluana non si parla più vorrei cmq dire una cosa a te: come mai tu che dici di avere tanta fede hai scritto con rabbia? La mia non vuole assolutamente essere una critica a te o a quanto hai scritto ma solo un piccolo tentativo per dirti grazie per quello che hai scritto ma potevi scrivere anche meglio senza rabbia. Un abbraccio e auguri di buona Pasqua.

    • Caro Carlo, hai ragione, ho scritto con rabbia… è un mio difetto: quando arrivo al colmo esplodo. E quando ho scritto questo articolo ero al colmo. Non credo però che questo cozzi con la fede… Ti dice niente Gesù che butta a terra i banconi dei venditori al Tempio?
      Grazie comunque del tuo commento e buona Pasqua anche a te!

  17. Un’ultima cosa: non dico di avere tanta fede… magari ne avessi tanta! La mia è una conquista lenta, piena di cadute e passi indietro… e forse questo spiega anche tanto calore, quando, come in quei giorni, mi sono sentita abbandonata da chi, nella fede, ci dovrebbe guidare…

  18. E’ la fede più vera, quella cercata col cuore, ma con gli occhi aperti, con la volontà di capire, anche per atto di fede, ma non supinamente.

    Ti abbraccio.

  19. Mamma, ma perchè per trovare comprensione, devo stare a chilometri dalle chiese e dal Vaticano?

  20. Perché forse la Chiesa e il Vaticano non Lo rappresentano come Lui avrebbe voluto.

    Come Lui è.


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