Ti scrivo,
perchè ne ho voglia. Non sono ispirata. Non sono neanche toccata nel profondo da quel tremito che tu solo sai darmi.
Le domande sono più fitte che mai.
Ma, a volte, tu sai parlare al mio posto, meglio di quanto il mio cuore non sappia sospirare. E allora, ti cedo le dita sui tasti, questo foglio che non è di carta, queste lettere che non sono d’inchiostro. Saprai servirti anche di loro. E dar voce a me stessa.
Ti scrivo, come un’amante dimentica, che dopo mesi di silenzio, tenta una timida lettera, per chiedere perdono.
Cosa ho da dirti, in realtà, non lo so.
Troppi i sentimenti per cercare un solo nome.
Troppe le paure per tracciarne i tratti.
Non ho che queste mani, non ho che queste parole. La musica più cara scelta come compagna di questa notte stanca. Lo stordimento di una linea di febbre negli occhi. E, ancora, tu, la voglia di te. Arida, oggi. Stanca. Tremante, a volte.
Ma c’è.
Mi chiedo se sei tu ad esserti allontanato per un po’, quel tuo sparire strano, questo tuo tacere che mi stordisce più di mille parole… oppure, forse, sono stata io lasciarti uscire, silenzioso, sulle punte. Il tuo stile inconfondibile. Che si chiama Libertà.
Sai esserci sembrando distratto, sai accompagnare essendo anni luce lontano. Tu solo sai amare senza fare rumore, rassomigliando un’odiosa indifferenza, incomprensibile, strana.
Ma se guardo i miei giorni, la loro filigrana, vi scorgo le tracce silenti dei tuoi passi dietro ai miei. E mi accorgo di aver quasi corso per lasciarti indietro e perderti per un po’. Protestando, che non sapevi capirmi, che non volevi aiutarmi.
Tu, come un padre. Tu, come un amante. Tu, come un fratello.
Al tuo posto, mai invadente e tuttavia sempre, sempre vicino.
Una canzone di Battisti canta un amore che nasce da macerie antiche. L’immagine di un mare che scavalca gli scogli.
Così, anche noi, un’araba fenice che si consuma di fiamme e rinasce da cenere, ogni volta.
L’infinito è lo spazio della tua pazienza.
Ricerco la trepidazione traboccante di momenti migliori, di delusioni ancora lontane e sconosciute… di nuovo: silenzio. Accettare che sia così, e sentire di amarti, nonostante me stessa. E sentire che mi ami, nonostante me stessa.
Trovarti è sempre di nuovo perderti.
Ma ritrovarti di nuovo, sempre, è la sola certezza. Un orizzonte che conosce solo aurore.
Sì, davvero, l’infinito è lo spazio della tua pazienza.














Molto bello, molto delicato, molto forte, molto vero.
Grazie di condividere con noi queste tue cose…. preghiere…. cuore…anima.
Sai ceh c’ho la testa un po’ rimbombata. Mentre leggevo, mi tornava in mente questa cosa ch eti metto qui sotto.
DOVE SEI?
La confusione dentro
e fuori, a volte,
e tu, mio Signore,
dove sei?
Se parto mi segui
o sono io che ti seguo
mentre credo di lasciarti?
Perché la luce è opaca
e il buio luminoso
e mai, niente, come pare
ai miei occhi?
Tu, Re dell’ universo,
in una nuova creazione, vieni,
poiché ti aspetto, ti prego,
non tardare.
Da: Brandy su Ottobre 14, 2008
alle 3:28 pm
Solo una cosa… buona serata cucciola!
Da: arthur su Ottobre 15, 2008
alle 7:09 pm
Buona serata a te, papone… sono tornata solo ora!
Di nuovo uno di quei vortici di vita che mi rubano tempo – ma mi donano tanto in esperienze ed emozioni…
Come stai? Avrei così tanta voglia di coccole…
Un caro saluto anche a te, Brandy, che sai dare così tanto, ogni volta, anche solo in un commento!
Da: engelsblick su Ottobre 15, 2008
alle 8:59 pm
Buonanotte a te!
Da: Brandy su Ottobre 15, 2008
alle 11:54 pm
Buondi’ sorellina ! Stai sempre in gamba, il tuo fratellino ti stima mucho; un’abbraccione !
Da: ivano81 su Ottobre 17, 2008
alle 6:13 am
ti adoro……….
resta sempre come sei
zia nutella
Da: nunzy conti su Ottobre 19, 2008
alle 10:48 pm
C’è un Raggio di Sole che risplende… andate a vedere!!!
Da: arthur su Ottobre 23, 2008
alle 6:28 pm