Inserito da: engelsblick | Agosto 24, 2008

Alla fine delle vacanze

 

Quanto cambiano le cose.
Perfino i lievi mesi estivi, tra morbide risacche e dolcissime brezze possono essere intensi investimenti di pensieri, sospirti, rimpianti e progetti.
Così, anche per me, che provo a guardarmi ora, al rientro dal frastuono vacanziero, i libri già riaperti, le penne sparse sul tavolo e la casa di sempre, attorno.
Quanto cambiano le cose.
Me ne sfugge il senso. Il Leitmotiv, il filo rosso, il nesso ineffabile che tiene insieme gli eventi. Quel nesso che io stessa dovrei essere. Dov’ero? Dove sono? Quale il percorso? E la meta, il traguardo così agognato è ancora tanto lontano?
Qual è dunque il significato?
I volti amati e i sentimenti vissuti, fino allo strazio, fino alle lacrime. E i progetti, gli impegni presi… tanto spesso disattesi, e ancora lì, silenziosi, che aspettano di essere realizzati.
Finiscono le vacanze, si ritorna faccia a faccia con i propri nodi irrisolti, i dubbi, le paure e, ogni tanto, lo sconfortante quadro di te stesso ancora a fare i conti… con la propria vita. La voglia appassionata di viverla; la sensazione che ti sfugga sempre qualcosa, e che l’obiettivo si sposti sempre un po’ più in là, inarrivabile.
Quanto cambiano le cose. Le persone che entrano ed escono dai tuoi giorni. Le certezze così rapide a svanire. La voglia di coerenza e di coraggio; la consapevolezza della propria, inevitabile fragilità.
Forse il bello è proprio qui, in questa delicata e a volte così dolorosa incertezza; nella fuggevolezza delle cose, che pur passando restano sempre, nei segni, nei graffi, nei ricordi che lasciano dietro di sè.
Forse il senso è proprio questo andare irrimediabilmente imperfetto, e per questo sempre nuovo e diverso. Nell’essere compagno di te stesso. Nell’essere compagno degli altri. Anche solo per un istante.
Le vacanze non hanno lasciato riposare i miei pensieri. Le mie viscere sono ancora aggrovigliate.
Ma ho il profumo del mare nelle narici, e la voglia di amare nel cuore.
E il desiderio, mai sopito, di essere all’altezza di queste mie parole.



Risposte

  1. Riesco a capire perfettamente come ti senti. Sto passando un periodo un po’ così. Periodo di transizione, a 40 anni suonati mi sono resa conto che si cresce, e quando si cresce si cambia e così anche la vita. Strano che questo capiti dopo tanto tempo, però 4 anni fa sono successe tante cose che mi hanno portato su una strada, e ad un certo punto ho avuto paura a percorrerla e si desidera tornare ad essere quelli di prima. Ti auguro di individuare la tua strada. Il timore di non essere all’altezza ci permette di non essere superbi.


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