Inserito da: engelsblick | Giugno 25, 2008

La madre che tradisce

Chi mi conosce e chi legge il mio blog sa che sono credente.
E sa anche che sono cattolica – almeno, in qualche modo sento un certo legame di appartenenza, un “cordone ombelicale” con questa “madre” che, ne sono convinta, in una qualche strana maniera è sorretta da Dio.
Ma una “madre” che Nietzsche definirebbe “umana, troppo umana” – talmente umana da divenire, paradossalmente, inumana.
Tanto più si rafforza la mia ricerca di Dio tanto più si acuisce il senso di dolore e di ferita che negli ultimi tempi sento nei confronti di questo genitore che sa essere al contempo ossessivamente presente e distrattamente assente.

Mi si dirà: pensa a Dio e lascia stare i preti. 
Ci ho provato, non ci riesco.

Mi si dirà, ancora: alla base delle tue angosce c’è un senso costante di inadeguatezza nei confronti dei tuoi genitori naturali, di quella madre troppo esigente, e di quel padre sempre così lontano e scomparso prematuramente. Questo senso di colpa verso i miei genitori lo proietterei sulla Chiesa. Può darsi, anzi, sicuramente è così. Ma non solo. Credo sia pericoloso e riduttivo psicologizzare radicalmente l’anima umana. Credo, credo in Dio, e non mi bastano formulette freudiane per rispondere alle mie domande.
Ma non mi basta neanche il Diritto Canonico.

Negli ultimi tempi la Chiesa, sotto la guida di un papa che inizialmente stimavo e che credevo vittima di manipolazioni mediatiche, si sta muovendo lungo un angosciante percorso di progressivo irrigidimento. 
Non mi riferisco solo e tanto alle norme che continua a sancire, alle spinte del tutto inappropriate sulla politica italiana.
Più che altro mi sconcerta e mi ferisce l’atteggiamento che c’è dietro. 
Mi vengono in mente alcuni passi del Vangelo

“Quando Gesù sbarcò e vide tanta folla, ne ebbe compassione perché erano come pecore senza pastore“(Mc 6,34).

 
Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato” (Mc 2, 27)

” [i Farisei] Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito” (Mt 23, 4)

 
Premetto che su molte posizioni della Chiesa sono assolutamente d’accordo. Mi sconcerta, tuttavia, il fatto di sentirmi ripetere: dietro le norme che la Chiesa sancisce c’è un interesse per la dignità della persona umana.
Ma di fronte alle persone umane concrete, viventi qui e ora, in questo mondo, in questa terra in cui Dio stesso a scelto di incarnarsi, accettando la dimensione umana, accettando di trasgredire regole secolari pur di andare incontro ai proprio figli e di farli sedere a tavola con sè, io mi chiedo, chi le norme le sancisce si è mai veramente confrontato? Le regole e i fardelli sorgono davvero da un dialogo e un incontro con le persone?

Quando l’omosessualità viene associata, dal pontefice, all’eclissi di Dio, io non posso che chiedere: e allora Hitler che cos’era? Ha mai parlato, questo papa, con il mio caro amico, gay, che ha assistito mio padre morente e ci è stato vicino in modo incomparabile quando tanti bravi eterossessuali hanno provato a lasciarci sul lastrico una volta rimaste orfane?
Dove vivono questi pastori, che guidano un gregge ideale e dimenticano quello reale, lasciato a pascolare su colline aride e ostili? Hanno mai fatto una passeggiata vera su quelle terre, i nostri pastori, prima di pronunciarsi su come si dovrebbe pascolare? Sanno, mi chiedo, cosa vuol dire vivere nel mondo, ogni giorno, alzarsi per andare a lavorare, avere una moglie o un marito con cui relazionarsi ogni giorno, crescere dei figli nella realtà attuale? Lo sanno? Se la norma deve tutelare la dignità della persona, io mi chiedo, dove sono le persone nel discorso del papa sull’Eucaristia, quando si ribadisce con forza che solo i puri possono accedere a tale Sacramento? E dove sono le persone veramente pure? Siamo o non siamo tutti peccatori?
Non è questo un modo per aprire un divario ancora più ampio tra il sacrificio con cui Gesù, Dio, è venuto a salvarci e la dimensione umana in cui Egli stesso si è calato e in cui, nostro malgrado, siamo? Dove riattingere, allora quella forza che ci è stata promessa se ogni giorno ci viene ribadito che il nostro essre uomini non va bene?

Il nostro mondo affronta sfide ben ardue. I cristiani, i cristiani veri – non i perfetti, che non esistono – cercano le vie e la forza per lottare per un mondo più giusto. Ma soprattutto per parlare di Amore, che è la nostra unica e vera missione.
E invece dobbiamo fare i conti, ogni giorno, con una idealizzazione di una famiglia che non è mai esistita. Il modello contadino di una madre con 12 figli, sfatta dal parto e dal lavoro, ma formalmente a posto con le leggi imposte in confessionale non mi mostra alcun volto sacrale e luminoso di famiglia.
Quando mi si parla di paternità e maternità responsabili, mi chiedo se non sia responsabile proprio mettere al mondo i figli con serenità, e non per dovere.

Si tira in ballo la psicologia quando bisogna dimostrare che l’omosessualità è una malattia – ma quando si tratta di rivalutare il ruolo unitivo e affettivo del rapporto sessuale nella relazione di coppia, allora la psicologia non serve più, e il matrimonio viene equiparato ad una attenta selezione di tori da monta, accuratamente scelti solo a scopi procreativi. Con l’ipocrisia, tra l’altro, di accettare i famosi “metodi naturali” che pur sempre metodi contraccettivi sono, e che nascondono le stesse intenzioni di chi usa il preservativo (e in etica, signori miei, è l’intenzione che conta) con la sola differenza di una diversa percentuale di efficacia.

E in tutto questo il Vaticano accoglie a braccia aperte Bush, uno dei maggiori criminali del pianeta, promotore di stermini e guerre insensate. Ma cristiano. Difensore della democrazia! Allora sì, lui si merita rispetto e onore!

 

E in tutto questo un Cardinale celebra in pompa magna il matrimonio Briatore-Gregoraci, con la sposa, famosa per scandali a sfondo sessuale, candidamente vestita e lo sposo  reduce da altri due matrimoni (che però non sono stati celebrati in Chiesa, per cui va bene così…).

E noi? Noi che ogni giorno preghiamo, piangiamo, ridiamo e lottiamo. Noi che nel nostro piccolo, con i nostri errori e le nostre paure cerchiamo quella Pace e proviamo a servirla dobbiamo sentire che a quei poveri fidanzati di Viterbo è stato interdetto il matrimonio perchè lui, vittima di un incidente poco tempo prima delle nozze, è incapace a procreare?

E L’AMORE ALLORA?

E QUEL GESU’ CHE CI RICORDA “Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio” ?.

Dov’è Cristo in tutto questo? Dove? 
Dove quel Buon Pastore? Dove il Vangelo, l’annunzio dell’Amore, della Misericordia, della presenza paterna di Dio accanto a noi? Dove?

Come cristiana, come cattolica, per giunta, mi sento profondamente tradita. Ferita e abbandonata. 
E prego che prima o poi le risposte giungano, finalmente. 

 

 

 

 

 

 


Risposte

  1. Ho letto con molto interesse e molta passione il tuo scritto. Forse con altre parole, perchè siamo persone diverse, ma avrei potuto scrivere le stesse cose…

    • In realtà voglio rispondere, anche se in ritardo a angelsblick).
      Mia cara condivido tutto i quesiti che ti poni, ma ti ricordo:
      - sono uomini come noi e spesso sbagliano più di noi;
      - le parole di Gesù: Fate quel che dicono, non fate quel che fanno.
      La nostra fede, pur cercando di rimanere all’interno della Chiesa, ci deve guidare nel decidere qual’è la retta via a prescindere da ciò che ci viene imposto o dal costume comune. Così come non rubiamo perchè tanti lo fanno, non condanniamo (e non siamo autorizzati a “giudicare” nessuno) per es. gli omosessuali perchè qualcuno dice che è contronatura.
      Cerchiamo la retta via senza guardare se anche gli altri lo fanno.
      Lo so che questo spesso significa l’isolamento perchè non ti adegui al branco (o al gregge) ma comportiamoci secondo un codice di “carità senza limito” nella comprensione degli altri e di noi stessi, nella ricerca del miglioramento crescente.
      Un abbraccio

  2. Cara Engel, vedo che non hai bisogno che ti si dica niente: sono d’accordo con tutte le tue osservazioni, che nascono dall’intelligenza, dalla fede, dalla cultura, dal buon senso, dall’amore per il prossimo, dalla voglia di essere giusti.

    L’unica diversa posizione tra me e te, è che a me questo Papa non piaceva neanche all’inizio, non mi ha mai illuso di essere diverso dalla persona rigida e avulsa dalla realtà che dimostra quotidianamente di essere.

  3. Mi conforta il vostro sostegno.
    Mi sento veramente male.

    Vorrei davvero che i cattolici si svegliassero dall’ipocrisia del “siamo tutti una grande famiglia” e lottassero per un mondo e una Chiesa più giusti…

  4. Caro Sguardo d’Angelo. Sai stupirmi ogni volta. Usi parole che io finisco per usare con te. Anzi contro di te, quando ci capita di litigare (magari al telefono). Scusami per il fatto di scagliarmi contro di te con tanta forza. Lo faccio con esagerazione e violenza, perché vorrei trovare quella te che, ad esempio, oggi era già apparsa su questo blog. Concedi anche a te stessa l’infinita dolcezza (e misericordia) che doni agli altri. Anche tu sei amata da Dio. Ho hypo tou anghelou oromenos

  5. Fai male a sentirti male. La Chiesa non è mai stata un grosso esempio di Santità, Castità, Coerenza. Al suo interno ci sono state persone sante, caste, e coerenti, ma sono state più l’eccezione che la regola.

    La Chiesa non sarà mai giusta, perché è fatta dagli uomini, che non sono giusti.

    *** Pensa a Dio, e lascia stare i preti ***

  6. @Ho Agathopheron: hai scelto un nick che non saprò mai cosa significa (ignorantona che non sono altro!) ma ti ringrazio per il tuo passaggio qui, e per il tuo commento. Io credo che il cammino non finisca mai – che non sia giusto cercare posizioni di comodo. Le critiche ad una Chiesa che non va non sono un alibi per farci i fatti nostri. Abbiamo il dovere di interrogarci e migliorare. E tentare di capire ciò che non capiamo. Questo, come evinci dal mio post, non vuol dire accettare pedissequamente a testa bassa. Ma non basta neanche semplicemente voltarci dall’altra parte. Perchè, se crediamo, anche noi siamo “Chiesa” – non possiamo lavarcene le mani.

    @Diemme: per questo (v. risposta a Ho Agathopheron), Diemme, non posso semplicemente “lasciar stare i preti”. Il mio Maestro, il nostro Maestro ci dice anche, infatti: “Passate per la porta stretta…” (cf. Mt 7,13).
    Se la strada è tutta in discesa, c’è qualcosa che non va. Dio è scomodo. E’ Grande, Buono e Padre. Ma è scomodo. Inquieta il cuore. Ma lo fa sempre e solo per Amore. Forse è per questo che lìingrediente fondamentale è la fiducia.

    Mi viene in mente una preghiera di S. Agostino. La riporto perchè la trovo di grande umanità:

    Ormai io te solo amo, te solo seguo, te solo cerco e sono disposto ad essere soggetto a te soltanto, poiché tu solo con giustizia eserciti il dominio ed io desidero essere di tuo diritto. Comanda ed ordina ciò che vuoi, ti prego, ma guarisci ed apri le mie orecchie affinché possa udire la tua voce. Guarisci ed apri i miei occhi affinché possa vedere i tuoi cenni. Allontana da me i movimenti irragionevoli affinché possa riconoscerti. Dimmi da che parte devo guardare affinché ti veda, e spero di poter eseguire tutto ciò che mi comanderai. Sento che devo ritornare a te; a me che picchio si apra la tua porta; insegnami come si può giungere fino a te. Tu mostrami la via e forniscimi ciò che necessita al viaggio. Se con la fede ti ritrovano coloro che tornano a te, dammi la fede; se con la virtù, dammi la virtù; se con il sapere, dammi il sapere. Aumenta in me la fede, aumenta la speranza, aumenta la carità. (Soliloqui I, 1.5)

  7. Che c’entra “Dio è scomodo” con la Chiesa? Che c’entra la porta stretta?
    Amare è scomodo, fare del bene è scomodo, affrontare i problemi è scomodo, la verità è scomoda, sono d’accordo con te.
    Ma è questa la porta stretta, non il comportamento del clero.

    Guarda, io non mi sono mai identificata in nessuna religione, pur definendomi, ed essendo, profondamente credente. Facciamo parte dell’umanità, e la solidarietà, la fratellanza, l’empatia, dovrebbero essere il nostro unico credo. Per il resto ognuno, in abiti ecclesiastici o civili, renderà conto del suo operato, e non certo a noi.

  8. Ritrovo molto del mio pensiero nel tuo scritto. E anche io ho cercato senza sapere e soprattutto senza trovare. Ho avuto la fortuna però di aver trovato un maestro illuminato, una persona semplice e con un cuore grande, che mi ha insegnato ad amare Dio in maniera differente. Perché Cristo e Cristo solo, insieme al Padre e allo Spirito sono il fulcro di tutto, ed è questo immenso amore che va cercato e ricercato. Quando si arriva alla percezione dell’infinito, del mistero allora il cammino ha inizio. E Dio che è immenso e misericordioso ci sostiene in ogni passo che facciamo verso di Lui. Credo che si riesca ad arrivare a certi traguardi, che sono inzi e non arrivi, solamente quando si è pronti per affrontarli.
    Metti tutto nelle mani di Dio e prosegui. Il cammino è difficile ma è affascinante.

  9. Ho letto con attenzione il tuo articolo. Io vedo la cosa un po’ diversamente. Non mi sembra che i testi del magistero tradiscano l’uomo. Anzi. Occorre leggere con attenzione e fare discernimento. L’amarezza o l’ emozione che può lasciare un discorso o un’esperienza non possono condizionare una visiona più ampia. Compito della chiesa è quello di essere il “corpo” di Cristo nella storia. Ogni cattolico c’è dentro. Può starci amando quel corpo o odiandolo. Credo che sia più fruttuoso amarlo.

  10. I maestri illuminati sono pochi. Ho trovato anche io brave persone e sono seguita da una di queste, ma mi rendo conto che, nonostante gli sforzi il mio non è divenuto un cammino di libertà.
    Mi sento come se mi venisse imposto di divenre qualcun altro, e mi sforzo di farlo ma non sono io e non credo che questo permetta di fare passi avanti.
    Grazie delle tue parole. Torna a trovarmi quando vuoi.

  11. @pat:Il magistero non tradisce l’uomo sei hai la fortuna di essere esattamente quell’uomo lì. Ma se hai una tua testa e pensi diversamente l’unico modo per starci dentro è adeguarti prendendo panni non tuoi. Ho provato a farlo e questo mi ha allontanato da Dio e non avvicinato.

  12. Ti ho risposto nel blog… Non so se le mie parole ti possono aiutare, ma ho la convinzione che la ‘misericordia’ valga per tutti ed in tutte le direzioni…

  13. Grazie, sono felice di essere approdata qui, i fili magici della rete ci portano ad approdare a porti sconosciuti di insospettabile bellezza. Mi farà molto piacere tornare a trovarti e, se ti fa piacere, a commentare i tuoi scritti. Fai un salto da me, sei la benvenuta!!!

  14. Mi si accappona la pelle quando sento che ti stai sforzando (o ti sei sforzata) per diventare altro da te. E secondo te, Dio ci ha creato in un modo, e poi ci chiede di autoviolentarci per trasfigurarci? Ci credo che questo ti allontanta dalla fede, anziché avvicinarti!

    Sii te stessa: sei perfetta così.

  15. Diemme, sei davvero una mamma!

  16. ho lasciato un commento a questo post all’indirizzo http://sognandoemmaus.ilcannocchiale.it/comments/1949918

  17. Mauro… grazie

  18. engelsblick, mi sembra che di risposte, anche con risonanze e toni diversi ti siano arrivate. Spero che qualcuna ti sia stata di aiuto e conforto e ti abbia fatta sentire meno sola. Forse le parole di Mauro nel blog dicono molto… rimanere…
    Vedi, anche noi, in queste pagine, siamo un pezzettino di Chiesa

  19. Penso che non ci siano parole per definire qusta lettera! E’ un compendio della delusione che vivono molti cristiani!
    l’ho pubblicata sul mio blog perchè, penso, debba essere diffusa il più possibile!

    un abbraccio a voi fratelli!

  20. “E prego che prima o poi le risposte giungano, finalmente”

    Io ti auguro con tutto il cuore che queste risposte ti giungano prima o poi, purtroppo a me non sono mai arrivate, ed ho cercato invano un appiglio che mi desse la possibilità di credere che nell’attesa avrei rivisto il mio modo di pensare, ma ahimé, ho atteso invano.

    Anch’io sono un credente, un cattolico legato da questo cordone ombelicale, cresciuto con dentro un profondo rispetto per la fede e credo mi sia rimasto solo quello ormai, il rispetto per qualche cosa che non riesco più a capire, e tanto meno a giustificare.

    Pensa a Dio e lascia stare i preti… come è possibile se loro sono i portatori di un messaggio che deve poterci entrare dentro, ma se sono solo parole, cosa resta di quel messaggio adesso io mi chiedo…

    Ma io faccio parte di quelle pecorelle smarrite che non hanno avuto voglia di percorrere solo la via della fede, non hanno avuto voglia di non vedere le contraddizioni, le ipocrisie che a volte si celavano dietro tante belle parole, che hanno creduto e credono nell’amore che unisce le persone e non le separa, amore che sa di speranza, la voglia di esserci per creare un mondo migliore, e allora adunate, canti, preghiere, tenersi per mano, parlare degli altri prima ancora che di se stessi, ha motivo di esistere, perché viene dal cuore.

    Condivido ciò che hai detto, e sentirtelo dire mi conforta, perché vedo in te la voglia di lottare e allora… fallo anche per me.

    *** Resta come sei… ***

  21. Tanto padre di tanta figlia….

    *** vi adoro! ***

  22. Eccolo il mio papà, ed eccola la mia mamma… che non si dimenticano di questa figlia che se ne sta un po’ troppo in giro…
    Cari genitori, che periodo…. l’acredine che emerge dalla mia lettera di questo post è in realtà solo la punta di un iceberg, di una lotta che si consuma ogni giorno.
    A volte vorrei che il tempo si fermasse… e invece mi vola via, scorre senza freni e non mi dà neanche il tempo di respirare…

    Ma, cara mammina, tu che sei a Roma… penso che forse potremmo anche salutarci di persona, ormai! ;)

    Grazie della vostra presenza costante…. voi sì, ci siete!

  23. Dov’è il problema? Sono pure in ferie!

  24. “Pensa a Dio e lascia stare i preti”.
    Penso di averlo fatto, penso che è quello che da un certo punto in poi ho fatto.
    Soprattutto dopo aver conosciuto da molto vicino un prete missionario prima in America Latina, poi in Uganda, poi in Brasile.
    Da allora per me esistono due categorie di preti: quelli che predicano da dietro il pulpito, celebrando la messa ed i sacramenti all’interno della loro parrocchia e quelli che portano in giro per il mondo il Vangelo.
    Ecco, per questa seconda categoria ho il massimo rispetto e devozione, per gli altri…li lascio stare.
    Due modi differenti di concepire la Chiesa e per carità sono tutti e due rispettabili, ci sono diversi modi per servire il Signore…
    Tuttavia, a mio parere, chi lo fa spogliandosi di tutto per essere ultimo tra gli ultimi, per portare un messaggio di speranza e d’amore laddove c’è solo fame e guerra, è davvero vicino a Dio e riesce ad avvicinarlo agli altri.

  25. un post che meriterebbe una lettura più attenta e lunghe riflessioni ma sarò breve.
    Io sono cresciuto in una famiglia profondamente cattolica, non bigotta e credo di aver ravvisato nei miei familiari tracce di santità. Anzi, credo che i miei sono le poche persone che conosco e che posso definire veramente cristiane. Per questo ho troppo rispetto verso la Chiesa per parlarne male o assumere atteggiamenti anticlericali.
    Tuttavia noto che la Chiesa si sta arroccando sulla difensiva, come fanno gli USA o qualsiasi forma di potere. Quando vedi che l’impero si sta sgretolando ti metti sulla difensiva, attacchi invece di accogliere. E le direzioni verso cui vanno gli ultimi pontificati sono proprio queste, un mantenimento del proprio potere.
    Poi ci sono alcune cose che proprio non riesco a digerire ed una domanda che mi pongo spesso è:
    come mai per lungo tempo l’italia è stata al quarto posto per la vendita di armi al mondo? L’italia, con il vaticano in casa…dov’era, dov’è la Chiesa?
    E poi…come mai il mio vecchio padrone di casa, un parroco, mi chiedeva l’affitto in nero e maggiorato?
    Piccole cose, piccoli fiocchi di neve (ci sono esempi ben peggiori) che poi quando si aggregano e rotolano diventano una palla ed infine una valanga.

  26. Beh, cara Engel, (hai un bel nome e mi riferisco a quello vero… ), se io, noi ci siamo, un motivo ci sarà, immagino, perchè tanta meraviglia… il motivo sei tu.

    *** ‘notte! ***

  27. Pap_A’, con questo commento è come se ti fossi seduto al bordo del mio lettino, stanotte, ti fossi chinato e mi avessi dato un bacio della buonanotte sulla fronte…
    Ecco perchè ho dormito così bene!

  28. Dolcissima figlia…

  29. Tanta figlia di tanta madre…. n effetti, ero lì…

    *** vi adoro! ***

  30. Cara engel..il tuo “essere” ti fa onore..e mi dispiace non aver avuto modo prima di carpire la tua anima eletta..ma avrei dovuto immaginarlo.. la famiglia ginevra-artù e un oasi nel deserto delle emozioni.
    Ti abbraccio e spero non ti dispiaccia se ti inserisco fra i miei viandanti dell’anima

  31. Grazie per quello he scrivi… Anche se purtroppo è ancora molto lunga la strada che divide il mio essere reale, piccolo e imperfetto, da ciò in cui credo e a cui tengo…
    Certo che non mi dispiace se mi inserisci tra i tuoi viandanti d’anima.
    Sono appena tornata dalle vacanze… il tempo di riprendere il ritmo e ci troveremo di nuovo qui, sui nostri blog e nella famiglia ginevra-artù…!

  32. …datti tempo..sei così giovane e già così tanto esigente con te stessa:::::
    Affronta le risposte che cerchi una per volta…altrimenti rischi di non sentirti mai adeguatas a te stessa…..
    Purtoppo ci sono anime il cui peso karmico impone un cammino..
    ecco immagina di essere all’inizio di una salita….
    la vetta è li e tocca il cielo….ma tu per arrivarci devi camminare molto..se scegli la via diretta (ahimè) quanta fatica,quanto dolore….rischi di non arrivare o di non godere la conquista della cima perchè sei troppo stanca..
    se invece scegli il sentiero..cammini incontro al sole e quante cose puoi vedere…l’orizzonte i fiori i ciottoli…incontrare altri viandanti,mangiare e bere con loro….certo il cammino si fa lungo ma quando arrivi in cima …avrai capito perchè ci volevi andare..e soprattutto avrai vissuto…e non sarai da sola
    con affetto
    ***core de zia***


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