Posted by: engelsblick | Aprile 20, 2008

A D.

 

I miei pensieri, oggi, esigono una penna.

E scriverò a mano, allora, prima di incidere queste parole su di una parete di pixel. Perché la mia mano, oggi, freme, anela a scorrere sulla carta.

Una lettera, quindi, di quelle che non si scrivono più. Di quelle che forse solo tu, ancora, sai scrivere.

Riemergo dai sogni degli ultimi giorni - intensi seppur confusi - densi, quasi carnali - eppure innocenti, puri di una purezza rara e preziosa. Desueta, anch’essa, proprio come le lettere, appunto.

Tempi troppo lunghi, profondità troppo insondabili per trovare ancora spazio in questa frenesia che ci risucchia e assorbe, ormai, come marionette nelle mani di un regista distratto, su di un palco troppo freddo.

I sogni, dunque, i pensieri aggrovigliati in nebbie mai del tutto dissolte.

Questa foschia che confonde i contorni, i lineamenti delle cose, delle persone e dei sentimenti.

Un alone che rende tutto quasi impalpabile, e tuttavia ancora più intenso e toccante.

Quell’alone che avvolge te, in questa mia vita - nei miei spazi. in cui ancora non so collocarti.

Improvviso, inaspettato. Arrivato troppo presto. O forse troppo tardi.

Ciò che hai saputo creare in pochi giorni rubati allo scorrere degli eventi, quello che hai saputo realizzare è una magia dolcissima, ma dallo strano retrogusto amaro.

L’amarezza di chi teme e non sa accettare.

Di chi ha la sensazione di aver ricevuto un dono troppo tardi - o forse con insospettato anticipo. Di chi si sente impreparato e incapace di ricambiare. Ma desideroso di dare, comunque, a piene mani e a cuore aperto.

Eccola, dunque, la mia nebbiosa confusione.

Il fremito, il turbamento di una me impreparata, che fatica a guardare con fiducia quei lineamenti emergere dalla nebbia e farsi, piano piano, sempre più nitidi.

Eppure li vedo - posso negarlo, voltarmi. Scambiarli di proposito per illusori miraggi. Ma li vedo.

Così, il battito leggermente accelerato, il brivido che mi scorre sottopelle , il sussulto che scuote il respiro… e le lacrime, ostinate, tenute a freno dietro alle palpebre e che tuttavia spingono, brucianti, per affiorare.

Tutto, tutto fa spazio ad una figura ormai ben nota. E quel velo che infondo sono io stessa a stendere può a mala pena mascherare al mio cuore quell’unica verità che a stento riesco a sussurrare a me stessa. Quella verità che ha il sapore del sogno e del desiderio - repressi, schiacciati sul fondo di me stessa, e tuttavia così impellenti.

Quella verità che non so - non voglio pronunciare e che avrei voluto scrivere oggi, ma che ora, ora che sono giunta fin qui, alla fine di queste righe - no, ancora non so scrivere….

L’accennerò appena, allora, con rispetto e paura.

La sussurrerò. La sospirerò.

Forse il tempo mi darà la forza di dirla, un giorno, con la chiarezza che merita.

 

D., io ti…

 

 

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Responses

Non è chiarissimo ciò a cui ti riferisci, ma mi pare che quel mio “Parafrasando Neruda” ti calzi a pennello: non è così?

Sì, dm, non c’è che dire, mi calza a pennello!
E credo che sia normale che non appaia chiaro quello cui mi riferisco…
Non è chiaro neanche a me!
E tuttavia, al contempo, è di una croncretezza struggente…

**sempre più enigmatica, eh?**

Mah, forse stai semplicemente vivendo l’inizio di un nuovo amore, ma la testa non riesce a staccarsi completamente dal vecchio: è nell’ordine delle cose.
Ti senti in colpa nei confronti del nuovo lui, e anche questo è normale: ci ho azzeccato?

Più o meno… ma non proprio… è più complesso, ma infondo meraviglioso… forse, prima o poi, finalmente, scriverò un post chiarificatore!

DM: mi adotti?

Ma certo che sì! In teoria dovrei chiedere A_ tu sai chi, ma in fondo tu già c’eri!

*** E a noi piace la famiglia numerosa! ***

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