Oggi sono un po’ triste… di una strana tristezza…
Dopo una lunga conversazione con mia madre mi è piombato addosso uno strano senso di disfatta.
Ripercorro i miei ultimi mesi di vita. Estendo la memoria agli anni.
Penso agli amici, ai volti più cari, a quelli perduti; alla ricerca di affetto che ha sempre contraddistinto le mie relazioni - sentimentali e amicali…
Sono tanto confusa.
Ultimamente l’amore, nel suo senso più ampio e nobile, è stato il mio pensiero costante. Un anelito irrefrenabile.
Oggi, alcune parole dure sentite per telefono, mi riportano con i piedi per terra.
Di cosa vado parlando? Per cosa vado sospirando?
Di qualcosa che ho sempre cercato negli altri, dagli altri. Ed io? So veramente di cosa parlo, quando pronuncio la parola “amore”? L’ho mai veramente provato?
Mia madre dice che non si può “smettere di amare” - se succede, allora non si amava veramente…
E’ così?
Se davvero è così, allora non ho mai sinceramente amato qualcuno.
In questi giorni mi è capitato di pensare che inevitabilmente l’amore umano è in qualche modo compromesso all’origine. Che è sempre inficiato dalle nostre esperienze, condizionato dai modelli che abbiamo avuto, dai traumi, anche, subiti nel corso della vita… Se non fosse così, se davvero sapessimo amare con completa sincerità e gratuità, probabilmente saremmo divini, e non più umani.
Ce lo ha detto anche lui che “uno solo è buono”. Non possiamo che cercare di approssimare qualcosa di troppo più grande di noi.
Forse ci vuole un po’ di umiltà. E tanta prudenza. Nel capire che siamo solo uomini, Che abbiamo solo un piccolo cuore umano.
Non lo so, sono confusa.
E spaventata, perchè dopo settimane, vedo di nuovo quel brutto lato di me, di cui speravo di essermi liberata…
Categories: