Posted by: engelsblick | Marzo 16, 2008

solo un piccolo cuore umano


Oggi sono un po’ triste… di una strana tristezza…

Dopo una lunga conversazione con mia madre mi è piombato addosso uno strano senso di disfatta.

 

Ripercorro i miei ultimi mesi di vita. Estendo la memoria agli anni.

Penso agli amici, ai volti più cari, a quelli perduti; alla ricerca di affetto che ha sempre contraddistinto le mie relazioni - sentimentali e amicali…

 

Sono tanto confusa.

Ultimamente l’amore, nel suo senso più ampio e nobile, è stato il mio pensiero costante. Un anelito irrefrenabile.

Oggi, alcune parole dure sentite per telefono, mi riportano con i piedi per terra.

Di cosa vado parlando? Per cosa vado sospirando?

Di qualcosa che ho sempre cercato negli altri, dagli altri. Ed io? So veramente di cosa parlo, quando pronuncio la parola “amore”? L’ho mai veramente provato?

 

Mia madre dice che non si può “smettere di amare” - se succede, allora non si amava veramente…

E’ così?

Se davvero è così, allora non ho mai sinceramente amato qualcuno.

 

In questi giorni mi è capitato di pensare che inevitabilmente l’amore umano è in qualche modo compromesso all’origine. Che è sempre inficiato dalle nostre esperienze, condizionato dai modelli che abbiamo avuto, dai traumi, anche, subiti nel corso della vita… Se non fosse così, se davvero sapessimo amare con completa sincerità e gratuità, probabilmente saremmo divini, e non più umani.

 

Ce lo ha detto anche lui che “uno solo è buono”. Non possiamo che cercare di approssimare qualcosa di troppo più grande di noi.

Forse ci vuole un po’ di umiltà. E tanta prudenza. Nel capire che siamo solo uomini, Che abbiamo solo un piccolo cuore umano.

 

Non lo so, sono confusa.

E spaventata, perchè dopo settimane, vedo di nuovo quel brutto lato di me, di cui speravo di essermi liberata…

Responses

Cara amica…. quante domande, cercherò di risponderti una alla volta.
1) alle mamme si telefona solo quando si è sull’orlo del suicidio, e serve una mano per buttarsi di sotto: lei, sicuramente, te la dà! (C’è qualche madre che non tenti di dimostrare alla propria figlia come ha sbagliato tutto nella vita?)
2) un mio amico mi ha insegnato un vecchio detto “gli amici vanno e vengono, i nemici si sommano”. Scherzi a parte, le persone incrociano la nostra strada, ci danno qualcosa, si prendono qualcosa, e poi, spesso, ognuno prosegue per la propria strada. Noi possiamo solo conservare nel cuore loro e il dono che ci hanno portato, grande o piccolo che esso sia.
3) Sul fatto che non si può smettere di amare sono d’accordo con tua madre, ma l’amore ha tante accezioni: continuiamo ad amare, ma non ad essere innamorate, non a desiderare, non ad aspettare, non a voler condividere. Le persone che abbiamo amato diventano pezzi di noi, ma non pezzi che necessariamente ci accorgiamo di avere, e che vediamo guardandoci allo specchio: ci mancherebbe che la vita non ci avesse dato la possibilità di archiviare, non sopravviveremmo!
4) Può essere che l’amore umano sia inficiato all’origine, ma è pur sempre amore.
5) Uno solo è buono? Può darsi, ma intanto che si prova a cercarlo, si vive, ci si illude di averlo trovato: e quell’illusione ci fa capire l’odore, il colore e il sapore della felicità.
6) liberarti di qualche lato di te? Non credo che sia possibile liberarci di noi stessi: i nostri lati si possono capire, gestire, guardare con tenerezza e bonarietà, comprensione, perdono. Ma, liberarsene, non credo.

*** Ho risposto a tutto? ***

sì, dm, come al solito sai penetrare ben oltre i miei post e rispondere come poche persone sanno fare… mi sa che smetto di chiamare mia madre e chiamo te!

Io il mio numero te lo do, mica ho problemi…. il problema è avere una conversazione decente con mia figlia che mi salta adosso e mi chiama in continuazione: “mamma mamma mamma, che ne dici se tra dieci anni bla bla bla….”: tu capisci, che per dirmi una cosa del genere, mica può aspettare che io finisca di telefonare.

*** poi chissà com’è che le madri si vendicano ***

Esiste una misura dell’amare?
E’ sempre con tutto se stessi, poco o tanto che sia…che importa “quanto”? Magari a volte è pure troppo…

Ed è per questo che le madri, a volte, sbagliano. Ma nel tuo caso ha pienamente ragione.

Non so… penso anche io che non abbai senso “quantificare” l’amore, ma forse di questa parola ci riempiamo un po’ troppo la bocca. Sono convinta, come ho scritto, che dovremmo essere un po’ più umili. Tante volte facciamo del male, come dici tu, per “eccesso” di amore… amore? Un genitore iperossessivo agisce chiaramente per affetto… ma quanto c’è del suo, personale e autodiretto bisogno di autoaffermazione e di sicurezza nel soffocare il figlio? Quindi amore, sì, ma ben condizionato da una qualche forma di “egoismo”. E’ difficile trovare qualcuno - forse impossibile - che non riponga nei propri atteggiamenti affettivi un po’ “troppo” di sè.

Con questo non dico che la gente sia cattiva - o che il mondo sia da buttare. Penso che dovremmo avere tutti il coraggio di fare i conti con i nostri limiti e provare ad affinare e “purificare” la nostra capacità di amare. Proprio per amore degli altri!

Allo stesso tempo, prima di cercare di “affinare la nostra capacità di amare”, sforzo sicuramente lodevole, cerchiamo di apprezzare e di far apprezzare quel poco di buono che, con mille difetti, riceviamo e cerchiamo di donare. Non credi?

Sono d’accordo. E’ che - come in tutte le cose - sono una perfezionista - ma soprattutto, sto imparando a ripartire sempre dalla carica d’amore che abbiamo dentro di noi - senza necessariamente aspettare il ritorno, ma per il gusto stesso di voler bene a qualcuno.

E’ un equilibrio delicato - mi fa bene venire ridimensionata nei miei voli pindarici e nei miei slanci critico-esistenziali! Grazie!

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