Posted by: engelsblick | Marzo 10, 2008

LIBERA

   

Ricordati di questi attimi, anima mia.

Ricordati di questo cuore pieno d’amore e di gioia; di queste lacrime salate e tuttavia dolcissime.

Ricordati che sei arrivata fin qui; che riesci ancora a pregare, a cantare, a lodare Dio.

Ricordati che esiste il mondo, e che può essere tuo - non nel senso di uno sterile possesso, ma come ampia vallata da percorrere in ogni direzione, da conoscere, da scoprire.

Ricordati che sei amata e che, un po’, sai amare anche tu. E che se il tuo cuore può ancora palpitare d’amore, è perché Qualcuno lo alimenta - silenzioso - a volte distante - ma comunque presente.

Ricordati che se ancora respiri, ridi; se piangi e soffri - se sei è perché Qualcuno ti ha voluta e ti ha portata fin qui.

Dolcissima vita - con le tue amarezze - la tua voglia di esplodere di luci e colori. La tua voglia di gridare, anche, le ingiustizie che ti lacerano il cuore.

Ricordati, anima mia, del cielo che oggi tocchi con un dito, della speranza che ti apre il cuore, degli orizzonti dischiusi all’improvviso, del sole che senti splendere, anche se fuori è grigio e viene già la pioggia.

Puoi  essere felice - anima mia.

Qui e adesso.

Domani, forse, piangerai di nuovo. Ma ci sarà Qualcuno pronto ad asciugarti il viso - o forse - addirittura - a piangere con te.

E sei libera, anima mia, libera di amare chi e quanto vuoi.

Vivi la tua libertà.

Non sei sola anima mia, non lo sei mai stata. 

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Non mi ricordo se avevo già riproposto questo bellissimo brano, ma il tuo post me l’ha riportato immediatamente alla mente, quasi fosse la stessa cosa detta con altre parole: non siamo mai soli. Si intitola “Messaggio di Tenerezza”.

“Questa notte ho fatto un sogno,
ho sognato che camminavo sulla sabbia accompagnato dal Signore, e sullo schermo della notte erano proiettati tutti i giorni della mia vita.
Ho guardato indietro e ho visto che ad ogni giorno della mia vita proiettato nel film apparivano orme sulla sabbia:
una mia e una del Signore.

Così sono andato avanti,
finchè‚ tutti i miei giorni si esaurirono.
Allora mi fermai guardando indietro,
notando che in certi posti c’era solo un’orma…
Questi posti coincidevano con i giorni più difficili della mia vita: i giorni di maggior angustia,
di maggiore paura e di maggior dolore…

Ho domandato allora:
“Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me in tutti i giorni della mia vita, ed io ho accettato di vivere con Te, ma perché‚ mi hai lasciato solo proprio nei momenti peggiori della mia vita?”.

Ed il Signore mi ha risposto:
“Figlio mio, io ti amo e ti dissi che sarei stato con te
durante tutta la camminata e che non ti avrei lasciato solo
neppure per un attimo, ebbene non ti ho lasciato…
I giorni in cui tu hai visto solo un’orma sulla sabbia,
sono stati i giorni in cui io ti ho portato in braccio”.

Ciao dm… sì forse mi avevi già ricordato questo brano, ma è un piacere leggerlo di nuovo - lo conosco e gli sono molto legata… lo trovo profondamente tenero e vero, anche se troppo spesso ce ne dimentichiamo…!
La vita non è una cosa facile, ma sono reduce da alcuni giorni in cui ho fatto silenzio, ho cercato di ascoltare davvero quella voce che sta dietro il frastuono di tutti i nostri problemi, i nostri casini… la fatica delle scelte, delle ferite aperte, le paure per il futuro, i pesi del passato…
E ho scoperto quanto siamo liberi, profondamente, nell’intimo di me stessa - quanto ce la possiamo giocare questa libertà.
E’ una scommessa, un rischio, anche.
Non che non abbia più paura… Ma ancora una volta non posso fare altro che dire e dirmi: ne vale la pena!

Bella l’idea dell’abbondanza dell’amore! :-) E’ un bel concetto!

Non è tanto un’idea quanto un’esperienza che sto imparando a fare, dentro di me, nelle piccole cose di ogni giorno. Bisogna ripartire sempre da lì. Dall’amore che abbiamo dentro. Fragile, imperfetto, insicuro. Ma c’è, è lì, una riserva inesauribile che nessuno potrà mai toglierci.
Potranno ferirci, abbandonarci, lasciarci, insultarci, deluderci… non ci porteranno mai via l’amore che abbiamo dentro, tutto da donare, da elargire, da regalare… per gioire solo del fatto di poterlo condividere. Sta a noi essere fedeli a questa nostra ricchezza. Sta a noi coltivare questa sorgente zampillante, alimentarla e prendercene cura. Solo noi possiamo lasciare che si prosciughi. E lasciarla consumarsi equivale a uccidersi, a strapparsi via la propria vita, la linfa della propria esistenza.
Non dobbiamo permettere che niente e nessuno ce ne privi.
Perché l’Amore è tutto ciò che abbiamo e per cui valga davvero la pena di vivere.

L’Amore che abbiamo dentro è il punto da cui ripartire, sempre.
Quanto è vero questo concetto Engels e sono proprio contenta di sentire queste parole da te.
La tua profonda sensibilità sta maturando e seppur nella sofferenza, sta facendo fiorire una nuova Engels…
Anche se, come dice una nostra comune amica (Diemme), questo tipo di percorso non è mai gratis!

DM (e tu che la citi) avete ragione, costa caro percorrere certe vie… ma credo che sia un investimento importante… Sì, un investimento: niente ti viene regalato, ma forse proprio per questo è tanto più bello giocarsela - rischiare (insomma: vivere) e raccogliere i frutti, quando arrivano.

Forse bisognerebbe stare sempre attenti al fatto che a volte si raccoglie solo gramigna… E non stupirsi di questo, accettarlo e andare avanti!

E’ così bello per me poter condividere queste cose con voi!!!

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