Posted by: engelsblick | Febbraio 26, 2008

Perfezione


E’ strano come d’improvviso avverta il senso liberante di una felice leggerezza.

Non che non veda più i problemi. Non che non senta premermi addosso l’urgenza di risposte che tardano ad arrivare, che si nascondono tra le paranoiche nebbie del pensiero… Tutto questo rimane. Perfino la sottile angoscia che mi accompagna nelle cose, nei gesti e nelle giornate, quel senso di ansia e di attesa, quello stare sul “chi va là” rispetto ai minuti forieri di ignoto: perfino questo continua ad esserci.

E tuttavia, respiro a peni polmoni il senso aperto e sconfinato della libertà. La brezza di un’aria tanto leggera e profumata; la frescura di un riposo in cui la mia mente stanca affonda, come su un cuscino.

Ancora pesa il passato su queste spalle stanche. Ancora trema lo sguardo a rimirare orizzonti futuri, a immaginarli, a sognarli. 

E ciò nonostante mi sento addosso tutta l’allegra consapevolezza della vita e della sua meraviglia. Dell’amore riposto nelle cose e negli sguardi - nella ricchezza che puoi trovare lungo la strada, camminando tra la gente; del tesoro cantato dalle note, e dell’infinita profondità, traboccante di doni e significati, celata in ogni minuto.

Quella Perfezione, verso cui aneliamo, così terribilmente lacerata dalla realtà, così utopica, impossibile… quella Perfezione non è, forse davvero, un miraggio ideale, posto oltre il tempo, oltre l’umano… Forse veramente ognuno reca in sé le tracce della propria Perfezione, personalissima e unica. Che non è, allora, l’impossibile e l’inarrivabile, ma Te stesso, costruito ogni giorno di un pezzetto in più. Finché vi sarà da costruire.

Ed è bello, leggero e libero questo sentimento. Privo di fretta e di pretese.

Semplice. Pago di piccole cose. Anche di quelle meno belle. Anche in esse, forse, può nascondersi un misterioso senso; un inaspettato significato.


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Responses

E’ una grande verità ed un grande patrimonio personale ciò che hai descritto nel tuo post Engels.
Sapersi affacciare alla vita con uno sguardo curioso come il tuo, non farsi abbattere dalle avversità e dai dolori, piangere anche, ma con la consapevolezza che ti aiuta a liberare il cuore da certe pressioni…
Potrei continuare all’infinito ad elencare gli atteggiamenti che ammiro in chi, come te, è nella fase della “ricostruzione”, come la definisco io…
Ricordi quando, in un tempo nenache tanto lontano ti parlavo di ricerca del *tuo* equilibrio, di un baricentro tuo, il più possibile svincolato da fattori esterni?
Ecco, mi sembra che tu, ora ci sia molto vicina, lasciati sempre il tempo per “respirare”, è quanto di meglio tu possa fare per te stessa.

Grazie cara, è bello leggerti così vicina… tanto più che nelle mie visite quotidiane al tuo blog ho imparato a conoscere la tua profonda sensibilità.
Quello di cui scrivo qui è una sensazione talmente forte che ho dovuto interrompere di lavorare per pubblicarla sul blog, tanto pressante la sentivo dentro di me. Spero di riuscire ad esserle fedele. Non è sempre facile. Ma non è neanche solo un fatto “di testa”. Non so… è come una dimensione in cui si impara a “stare”, più che un atteggiamento da imporsi. E la Vita, se ascoltata, ci educa a questo.

Torna presto a trovarmi!

Io credo che tutto abbia un significato, sempre…

Ciao, Fabio, ben venuto…
Sì, hai ragione, tutto ha un significato… il guai è che non è sempre immediatamente comprensibile. Ci vuole tanta fiducia nella vita!
Torna a trovarmi!

Buongiorno, cara Engels, torno più tardi per dirti anche qualcosa di mio su ciò che hai scritto…

Perchè mai trovi strano, questo “senso liberante di felice leggerezza…”

Per quanto possa pesarti questo passato, hai pur sempre davanti una vita da sognare, o anche solo da immaginare, da ricostruire passo, passo alla ricerca di un bene che ti è più congeniale e, che ti dia la consapevolezza di non aver cercato invano.

Ma se ricadi ancora, potrai nuovamente ricominciare ed è la storia della nostra vita.
Fuori della porta c’è il mondo, con le sue speranze, con i suoi desideri, oltre che con i suoi dolori e, noi ne facciamo talmente parte che, quella ricchezza che tu percepisci nelle cose e negli sguardi, anche solo camminando in mezzo alla gente, lungo la strada, qualcun’altro se la sentirà addosso guardando te, anche se tu non avrai voglia di comunicarlo.
La perfezione sta dentro di noi, che con la sofferenza si alimenta per, come dici tu, costruire se stesi un pezzetto al giorno.

Mi piace questa tua speranza, mi piace questa tua allegra consapevolezza della vita, come potrebbe essere altrimenti…sei così giovane…

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