Sentirsi. Sentire. Ascoltare il fischio del silenzio nell’aria. E sentirsi. Percepire la presenza di sé, il proprio corpo steso, le dita sui tasti, il respiro scivolare su e giù lungo il petto.
Il palpito. Le emozioni. Sentimenti, sensazioni, odori e suoni. Misti in un confuso senso quasi estatico.
Ascoltarsi.
Cosa accade, dunque?
Ami? Ami ancora? E chi? Come?
Le persone, i volti… rinati incontri scritti da sempre; treni fuggiti e persi una volta per tutte.
Chi ami? E come?
Non lo sai. Senti solo ribollire dentro di te, in un solletico eccitante ed euforico le tracce di un desiderio mai sopito. Oggi può avere nuovi occhi. Magari solo per un minuto. Il tempo di una nuova illusione.
Le amicizie, i sorrisi, le persone.
Ecco, ami le persone. Ami l’amore che loro provano per te.
E ti sforzi di sapere amare e basta. Di amare le persone - loro - non te in loro.
Insanabile, egocentrico autoriferirsi.
La gratuità non è ancora passata di qui.
E sentirsi, ancora, vivi.
Amare, indistintamente. Provare ad amare così.
Sentirsi…
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