Posted by: engelsblick | Febbraio 7, 2008

Lacrime di cera

In questo silenzio, appena infastidito da qualche schiamazzo della strada, e misteriosamente accompagnato da un qualche doloroso sussulto interiore; tra queste mura, fatte di libri e pensieri, quadri come finestre sul passato e oggetti carichi di significati che non riesco a dimenticare; a questo tavolo, infine, in questa giornata che vuole e deve essere di lavoro e di studio, mentre la mente si trastulla tra pensieri filosofici e voli pindarici di volti, risate e pianti: qui, ora, in tutto questo, con le note delle canzoni che non riesco più ad ascoltare, con i suoni di voci che non so azzittire - qui, ora, io ti amo, e il calore bruciante ed amaro di questo sentimento, mi arde come fiamma costante, in mezzo al petto, e ti desidera e anela a te, fino a consumarsi in lacrime di cera di una candela deformata dal fuoco.

Risposte

Che brutte le pene d’amore! E i ricordi, e la domanda ossessiva “Come può tutto ciò non essere più vero?”. Ma io so solo che passa. Di tutti quelli che ho amato, e per cui ho sofferto quanto o forse più di quello che stai passando tu, non ne rimpiango alcuno. Ma se l’amore passa, i ricordi no. Il volto del protagonista del ricordo si sfuma, i ricordi no. Vedere magari la foto dell’ “individuo” non ci suscita più alcuna emozione, ma i ricordi ci scombussolano da dentro. I ricordi, che strana cosa! Perché noi pensiamo di associarli a persone, e invece sono sempre associati a emozioni… e le persone passano, ma il nostro cuore continua a battere… per tutta la vita.

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