Posted by: engelsblick | Gennaio 30, 2008

A casa

  Solo oggi ho avuto il coraggio di tornare a casa mia, dopo una settimana, in cui ho dormito da mia    madre. Un tentativo di fuga, alla ricerca di una sorta di utero in cui trovare riparo, silenzio e  calore.Mi ha aiutata.Ma la vita scorre e preme. E sono dovuta tornare.Ora queste mura mi si  stringono addosso, gelide e terribilmente silenziose. Mi sento immersa in un soffocante vuoto,  come se mi avessero rinchiusa in un contenitore ermetico, privato della più piccola molecola di ossigeno.Ho paura di spegnere la televisione: ho bisogno di sentire voci in questa stanza: il silenzio potrebbe farmi impazzire. E la presenza di me stessa, così opprimente e vicina mi diviene ogni minuto più insopportabile. 

Risposte

Cara Engel, quello che scrivi mi ricorda sentimenti che sicuramente ho provato. Ma oggi, a distanza di anni, quanto sono rammaricata per quel tempo sottratto alla mia vita! Quante volte mi dico: “La vita mi ha offerto veramente tutte le opportunità, ma io ero troppo occupata a essere infelice per poterle cogliere”. Piangevo, quando la vità e l’età imponevano di ridere. Guardavo in basso, con le orecchie tappate per non sentire il mio urlo interiore, e così non vedevo la vita che mi veniva incontro, non sentivo le voci degli altri, e neanche quella della mia vita che voleva vivere.
Decidi subito, stamattina, che sei felice: ingannati con questa bugia: piano piano ci crederai e, senza che tu te ne accorga, diventerà la verità….

Lascia un commento

Your response:

Categorie