Posted by: engelsblick | Gennaio 26, 2008

Epilogo

Mi turbinano nella mente le parole… mi si affollano in una nebulosa ronzante che mi stordisce e mi annebbia la mente. Stralci, momenti, flash di attimi spigolosi mi si conficcano negli occhi, improvvisi, per poi scomparire nel buio… Dove sei? Cosa fai? Ma, soprattutto, chi sei? Accanto a me, per così tanto tempo, nei momenti più bui e difficili; quando la vita sembrava essere lì lì per finire in un fagocitante non senso. Tu hai risvegliato i significati, il sapore delle cose. Solo tu mi hai permesso di esistere ancora. Senza di te, non ho sale. Le promesse, i sogni, gli impegni presi. La lotta, quella vera: non lo strazio di una attesa, ma i calli di mani al lavoro nelle cose, nel mettere in ordine, aggiustare - combattere; rinunciare, anche. Non per uno sterile sacrificio, ma per scegliere sempre di nuovo te. Per qualcosa che sento mio più di tutto il resto. L’epilogo, di tutto questo? Una strada, molte auto. Il sole precoce di gennaio. Il bruciore delle lacrime e dell’asfalto. E tu via. Rombante come la marmitta della tua auto. Via. Via da me. Tu, proprio tu - addirittura tu. Questo rimane? A cosa è valso, dunque? Prolungare un’illusione? Ma io ti aspetto, ancora. Non posso non attendere. Perchè ti appartengo ancora - forse, più di prima.

Risposte

Diceva una volta una psicologa, che di storie d’amore se ne intende: “Una porta sbattuta è sempre una porta che si riapre. E’ quando una storia finisce nel silenzio, quando l’altro se ne va in punto di piedi, che non tornerà più.
Il tuo se ne è andato sbattendo lforte la porta (o la portiera dell’auto, fa lo stesso): non dubitare, tornerà.

non è vero.
A me è capitato di andare via sbattendo la porta.
E non sono tornata indietro.
No, basta, basta illusioni: è solo peggio.

Non serve continuare a dirsi: basta, basta illusioni.
Se ti è dura rinunciare, e in questo momento lo è senz’altro, l’unica cosa da fare è richiamarlo, cercare un vero confronto e, non scoraggiarti per un suo rifiuto; magari è li che aspetta e d’altra parte, il primo passo qualcuno deve pur farlo.

Vai!

Non mi aspettavo questa risposta da Arthur ma, come sempre, ha ragione. Inoltre, se lui è una persona intelligente, che magari ti vuole bene ma ha l’orgoglio ferito, apprezzerà il fatto che sia stata tu a fare il primo passo. Io penso che in una storia importante, con una persona con cui si è condiviso tanto, l’orgoglio vada messo da parte, e non ci si debba negare per principio la possibilità di ricominciare.
Se poi va male, almeno non avrai rimpianti per quello che avresti potuto fare e non hai fatto.

Quando una porta si chiude, un’altra si spalanca. Aspettati meraviglie, glorie e sorprese ancor più grandi, oltre la nuova porta. Sentiti crescere a ogni nuova esperienza.

Ellen Caddy

Ma con gli occhi a terra non si vedono le stelle. Asciuga le lagrime, esci, e guarda il cielo (e anche la strada, perché se vai a sbattere le stelle le vedi in altro modo!)

CERTEZZA OLTRE LA MEZZANOTTE

Saggezza o musica giungono in queste ore piccole,
le loro chiarità si fondono e io quasi mi lascio andare
a riposo in mano ai loro poteri buoni.

Ma quello che ora conosco è un riposo vivo,
le compulsioni spariscono e ogni cosa attorno
trova posto in un senso anche se non so come.

Io solo so che un proposito intenso con una musica
di pacificazioni mi si propone e io
tendo l’orecchio a tema e argomenti,il fondamento

del grande Essere di Dio. Le stelle sono altissime
la luna è piena,un tiepido settembre fa delle stagioni
uno stato d’animo qui anche se non so perché.

Ma so bene che ora il mio spirito è sveglio
ed è rassicurato. L’immaginazione è
ricca. Aiutata a uscire da malattie e crepacuori

mi sento in contatto con tutto ciò che è pace
e più tardi arriverà con l’alba
una certezza audace e una sintesi

di ciò che mi aspetta non molto lontano;
e però abbastanza vicino da dirmi che la fede è audace
e la sua prova è in tutto quello che è stato fatto

a me e per me in un mondo d’oro.

….la disperazione per chi crede è una grande tentazione…non permetterle di prendere il sopravvento …..

lele

Lo so, amici cari; lo so, Lele, che arrivi così, all’improvviso, con le tue bellissime parole. Lo so: lotto per non cedere alla disperazione - e non fatevi ingannare dal tono melanconico dei miei ultimi post. In essi riverso le lacrime che comunque, inevitabilmente, mi premono in petto; il dolore che sento di dover sfogare - ma al mattino mi rialzo, e vivo, e ci trovo del buono - ci trovo del bene. E amo ancora la vita, follemente; amo i sentimenti, perdutamente - amo il fatto di saper ancora amare: l’ho scritto nel mio ultimo post.
E del resto è stato scritto:

“né morte, né vita, né angeli né principati, nè presente, né avvenire, né potenze, nè altezza né profondità, né alcuna altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio”

e allora…….

Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e conoscere l’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.

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