Posted by: engelsblick | Gennaio 12, 2008

Il maestro

   Il maestro guardava.Se ne stava di poco indietro. Nascosto alla vista, ma percettibilmente presente. Vicino. Non avrebbe potuto dire da quanto tempo era lì. Ma c’era. E ora la sapeva, lo sentiva con la certezza di un calore fisico. Gli venne da pensare che forse era sempre stato lì, che già da tempo, passo passo, lo seguisse poco distante, alle sue spalle. Solo ora, però, se ne accorgeva.Nessuno glielo aveva indicato. Nessun segnale apparente ne aveva rivelato la presenza come con squilli di tromba. E tuttavia questo non intaccava la certezza di quello sguardo fisso sui suoi gesti, vigile e attento.Il maestro non guardava soltanto. Anche di questo si accorse all’improvviso, con lo stupore di una scoperta che sentì in qualche modo sempre saputa. Già compiuta in un passato immemorabile, ma da tempo dimenticata.Non guardava soltanto, il maestro, dunque. Parlava. Diceva qualcosa. Indicava. Istruiva. Insegnava. Sì. Gli insegnava come muoversi. Non gli diceva “cosa” fare. Non suggeriva neppure una direzione precisa. Era strano. Non erano parole. Ma in qualche modo lo ammaestrava su “come” fare.I passi erano i suoi, autonomi, più o meno consapevoli. Ma dalle sue spalle, come un soffio leggero, gli giungeva come una lieve carezza a sostenere i movimenti. E a suggerire, rispettosa ma convinta, il senso, il significato, dei suoi gesti.Non si sentiva tanto guidato, quanto educato. Nulla gli veniva imposto, ma solo suggerito. Soltanto, era così dolce e morbido quel sentore che gli veniva alle spalle, cosi tenero e forte al contempo quell’indicare silenzioso che in qualche modo ne fu sedotto. E vi si appoggiò, come un gabbiano si appoggia alle correnti d’aria, planando sul mare.Il maestro guardava.Se ne accorse nel momento del pianto più amaro. Che il maestro era lì. E guardava. Forse, per un tratto, lo aveva preso anche per mano.Ed ora non piangeva più.E il maestro era lì, e guardava.    

Risposte

Io lo conoscevo come anonimo, in questa versione trovata su internet l’ho trovata firmata (sarà il vero autore?), comunque sia sono parole che mi fa sempre piacere leggere, e che ripropongo perché mi sembrano attinenti al tema della “guida”:

“Questa notte ho fatto un sogno,
ho sognato che camminavo sulla sabbia accompagnato dal Signore, e sullo schermo della notte erano proiettati tutti i giorni della mia vita.
Ho guardato indietro e ho visto che ad ogni giorno della mia vita proiettato nel film apparivano orme sulla sabbia:
una mia e una del Signore.

Così sono andato avanti,
finchè‚ tutti i miei giorni si esaurirono.
Allora mi fermai guardando indietro,
notando che in certi posti c’era solo un’orma…
Questi posti coincidevano con i giorni più difficili della mia vita: i giorni di maggior angustia,
di maggiore paura e di maggior dolore…

Ho domandato allora:
“Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me in tutti i giorni della mia vita, ed io ho accettato di vivere con Te, ma perché‚ mi hai lasciato solo proprio nei momenti peggiori della mia vita?”.

Ed il Signore mi ha risposto:
“Figlio mio, io ti amo e ti dissi che sarei stato con te
durante tutta la camminata e che non ti avrei lasciato solo
neppure per un attimo, ebbene non ti ho lasciato…
I giorni in cui tu hai visto solo un’orma sulla sabbia,
sono stati i giorni in cui io ti ho portato in braccio”.

Margaret Fishback Powers

Ebbene, eccomi qui anch’io.
Ti ho letto nel blog di DM e, mi ha colpito il tuo modo, come dire, “delicato” di raccontare, di scrivere.

Mi piacerebbe percepire la presenza di un “Maestro”, dietro le mie spalle ma, purtroppo, pur essendo un credente, più per dovere e rispetto che per altro, quindi inevitabilmente assai poco praticante, ho difficoltà a credere in una fede senza condizioni. E questa entità impalpabile, quando alle volte, raramente, mi capita di “chiedere”, preferisco identificarla con le persone a me care che non ci sono più, quasi a non volere perdere il senso del reale.
In fondo, il tuo essere “felice e contenta” di aver vissuto il 2007, malgrado le lacrime, le risate gli entusiasmi e le depressioni, così come hai scritto in un post di DM, il tuo senso della vita, è molto vicino a questo mio modo di intendere le cose.

Solo un’amarezza: perchè non riesco a vedere quella unica orma sulla sabbia…

*** Sguardo d’Angelo…molto bello il tuo blog. ***

arthur, arthur, che gioia ritrovarti qui, dopo averti letto tante volte su dm…
Dici cose che mi rispecchiano molto più di quanto credi…
Sai, quell’orma sulla sabbia il più delle volte è invisibile anche a me. Per questo, quando la trovo e la sento, provo a fissarla tramite le parole (e i pixel… della serie: Dio può essere ovunque, anche in un computer!).
Solo una cosa sento di poterti dire - ma prometto che mediterò ancora le tue parole così immediatamente profonde: quella presenza la si trova a fatica. La si cerca, innanzi tutto. E’ una lotta. La stessa di Giacobbe contro nessun altro che Dio stesso (Gen, 32, 25-33). E’ la notte.
Ma bisogna attraversarla per poi vedere la luce dell’alba.

E’ una aspirazione, la mia, più che una conquista.
Ma è il sale della vita.
E se le persone “care che non ci sono più” sono per te un segno tangibile di quel qualcosa di impalpabile cui infondo tutti aneliamo, beh…da’ loro il benvenuto, perchè è anche tramite loro che il maestro sta alle tue spalle.

E ora concludo questo predicozzo, non vorrei assumere un ruolo che infondo non mi compete…!

Torna presto!

Cari adorati amici miei, e secondo voi, come ho fatto a incontrarvi? No, engels, non serve cercare l’impronta, basta non rifiutarsi di vederla. Io il maestro dietro di me, effettivamente, non lo sento, ma che nella mia vita ci sia una sorta di “protezione cosmica”… questo sì. Sarà perché ho scelto sempre la “strada della mano sinistra”, quella meno pratica, ma fedele ai miei principi… quella che non ti porta da nessuna parte, ma ti fa assaporare un viaggio in sintonia con te stesso. E poi c’è la strada della mano destra, quella razionale, che ti porta a una meta determinata, che solo dove aver raggiunto ti rendi conto che ti ci sei venduto l’anima, e non è neanche quella che cercavi.
Come sono quelle parole di Ligabue, che proprio tu mi hai fatto conoscere “Ci si sceglie per farselo un po’ in compagnia, questo viaggio in cui non si ripassa dal via”.
Ci siamo incontrati, ci siamo scelti: e poi, chi lo dice che non si ripassa dal via? Io credo pure nella reincarnazione….

Vostra citatissima DM

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