![]()
Ma è proprio così? L’ostinata persistenza della religione nel mondo, a volte così scomoda, troppo spesso politicamente strumentalizzata, si spiega solo come l’esito di una fuga generalizzata alla ricerca di un riparo (fittizio) dall’invivibilità del mondo contemporaneo?
E ancora: questo vuol dunque dire che lo spazio della fede, della religione e della spiritualità si distinguano come radicalmente altre rispetto al viver quotidiano, quasi contrapposte alle esigenze ordinarie della vita quotidiana di chi lavora, studia, persegue i propri obiettivi, matura i proprio sogni e cerca risposte alle domande anche più concrete dell’esistenza? La religione propone, insomma, una fuga da tutta questa realtà, che ci circonda e che a volte sembra soffocarci?
No. La fede e la religione si radicano nel cuore stesso del reale, del quotidiano. Dell’ordinario addirittura. E non per aprirvi una “uscita d’emergenza”, una scappatoia. Nè tantomeno per annebbiare la consapevolezza dolorante del reale con l’illusione pacificante di un miraggio lontano di pace e serenità.
La fede non è tanto una risposta, quanto una proposta, carica della positività e dell’assertività proprie di chi nella vita ha sperimentato su di sé che “ne vale la pena”.
Pubblicato in Uncategorized | Tag: fede, speranza, vita