Posted by: engelsblick | Dicembre 13, 2007

alle mie amiche

Oggi è successa una cosa.

Ho involontariamente trattato male e con disattenzione una persona che non vedevo da tempo.

Lei me lo ha fatto notare.

Mi ha disarmata.

Ho ricostruito la scena nella mia mente, che non sto a ridescrivervi, e mi sono dovuta arrendere alla dolorosa evidenza: sono talmente travolta da eventi e pensieri, talmente stanca psicologicamente, quasi confusa dall’ansia delle ultime settimane… insomma, è come se nella mia testa si accumulassero calcinacci e polvere, e in tutta questa confusione mi prende come una profonda angoscia  - il senso dell’incapacità di mettere tutto a posto. Così sono sempre sul “chi va là”, sempre aggressiva… e finisce che rispondo male, o che rimango distante, fredda.

Vi sto sottoponendo a questo spaccato psicoanalitico della mia mente… in realtà cerco solo di parlare sinceramente… Perchè non mi va che un giorno anche qualcuna di voi mi dica che l’ho tratta male - mentre io magari non me ne sarò accorta.

Prendete questa mail come il mio pensierino di Natale: o bisogno di un po’ di tempo per mettere a posto le cose, per concentrarmi sul lavoro, portare a termine i compiti le cui scadenze mi stanno logorando, e soprattutto per ritrovare un po’ la calma.

E’ per questo che, istintivamente, mi sto isolando ogni giorno un po’ di più - ma non voglio che vi sentiate dimenticate o scartate. Non è per nulla così, non potrebbe esserlo. 

Devo… “riposarmi”.  Da mia madre e le sue follie, dalle difficoltà di questi ultimi 2 anni, dai problemi che ho avuto con Gabriele di recente, dalla paura di “non essere all’altezza” che, voi lo sapete, è la mia grande inquietudine.

Non me ne vogliate.

Ho solo bisogno di sapere che non mi sto giocando il vostro affetto e la vostra amicizia. A cui tengo e che vorrei avere il tempo di coltivare come meritano.

Fatemi sapere se a Natale e dintorni siete a Roma.

E portate pazienza con questa scalcagnata dottoranda.

Prima o poi la mia testa riprenderà a funzionare!

Vi abbraccio

 

Risposte

Spero di far parte delle tue amiche.
Sono a Roma. Per quanto riguarda gli amici che si offendono, ti rimando al mio post “L’amico perduto” (http://donnaemadre.wordpress.com/2007/06/21/l%e2%80%99amico-perduto/.
Ma che ti è amico veramente saprà capire anche i tuoi momenti no.
Ti abbraccio e, se non ci sentiamo prima, buon Natale!

Ricambio il Buon Natale… ma mancano 10 giorni, credo che ce la faremo a risentirci!
La persona che si è offesa non è propriamente un’amica - una conoscente, più che altro - il punto non è questo. Il punto non è che si è offesa. E’ che io ho agito in modo che si offendesse. Questo mi dispiace…
Le persone vanno e vengono, entrano ed escono dalla nostra vita in continuazione. Non piango le perdite, nè gli addii forzati o gli abbandoni.
Guardo con rammarico a tutte le volte che avrei potuto dare e non ho dato; avrei potuto amare e non ho amato…
Non mi piace dividere le persone in amici e non amici. Il termine è abusato. Come “ti amo”.
In realtà il titolo del post poteva essere molto più semplicemente “a voi”. E poi, chi si sarebbe voluto riconoscere in quel voi sarebbe stato comunque il benvenuto.
Lo stesso benvenuto vale per te!

Offendere una persona significa “turbare” il bambino che è in lei: e, credimi, non è facile individuarlo. E’ vero quello scritto nella lettera ai Romani: càpita spesso, a tutti. Me la rivenderò quella frase, è troppo vera. Grazie per avercela riproposta.

PS. Io le perdite le piango. Sempre. E per sempre. Non ce la faccio a dimenticare nessuno che abbia fatto parte della mia vita: che farci, sono fatta così!

Anche io piango le persone perse.
Ma all’inizio ci rimanevo peggio. Nel senso che ho imparato che fa parte della dinamica della vita incontrarsi e perdersi. Non come una “condanna” ovviamente, ma come una possibilità - qualcosa che “succede” - e non necessariamente perché si litiga.
Mi piace pensare che le persone siano non tanto amici (e ripeto, non lo dico perchè disprezzo l’amicizia, ma perchè ne ho constatato la rarità), non tanto amici, dunque, ma “compagni di viaggio”.
Ligabue scrive: “ci si incontra per farselo un po’ in compagnia, questo viaggio in cui non si ripassa dal via”.
E le strade, a volte, a un certo punto divergono.
Ma ci tengo a saper essere io stessa una brava compagna di viaggio. Forse sono troppo pretenziosa… non lo so

Sei una brava compagna di viaggio. Anche di questo viaggio virtuale che è il blog. Mi piacciono le tue citazioni. Colgono dei punti cruciali della vita, danno risposte alle domande che durante questo viaggio ci poniamo. Mi copierò e rivenderò anche Ligabue: io che volevo essere sempre originale, vengo qui a fare la copiona! (però corretta e manifesta… d’altra parte nel momento in cui ci offri una citazione è per condividerla con noi, isn’t it?)

Un abbraccio.

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