Posted by: engelsblick | Novembre 16, 2007

nessun rifugio

si può scirivere il vuoto?

Questo mi rimane. Provo ad essere il sogno che non so realizzare, la speranza che non so osare… e la posso chiamare fede?

Chi dice che il credere sia un rifugio, non ha capito niente

E quanto vorrei che qualcuno rispondesse a questo silenzio che mi lacera l’anima…

Risposte

Altissimo glorioso Dio,
illumina le tenebre de lo core mio.
Et dame fede dricta
speranza certa e carità perfecta
senno e cognoscemento.
Signore,
che faccia lo tuo santo e verace comandamento.
Amen

per Te …da S.Francesco, sorella mia!

grazie… vorrei avere la vostra fede.

Sono due giorni che rimugino questa risposta così asciutta, così lontana.Possibile, mi domando, che rimanga tutto così immobile? Come se la fede un giorno mi fosse stata appiccicata addosso e, adesso, me la portassi in giro come un vessillo da distribuire tipo le lattine di cocacola. La fede me la sono sudata, conquistata palmo a palmo, sofferenza dopo sofferenza, ingiustizia dopo ingiustizia, frustrazione dopo frustrazione. La fede l’ho diffidata tante volte quando il Padre Nostro ti costringe a dire: …”sia fatta la Tua volontà”. Non mi andava giu questa frase, … non voglio, pensavo,…non posso dire una cosa simile di fronte a tanto male, sono parole senza senso, senza cuore…appunto è di questo che dobbiamo parlare, di questa lacerazione che ti sfonda il petto e non ti fa respirare, di questo cuore che quando non batte diventa vuoto…allora ho pensato meglio il calore bruciante delle ferite che ti procura un figlio al freddo del cuore s-vuot-ato di ogni palpito…vorrei allora abbracciarti come una figlia e consolarti e invitarti alla festa delle nozze di Cana…

Questa lotta per la fede - come la chiama il mi padre spirituale - è anche la mia lotta - e capisco perfettamente cosa dici quando scrivi che “la fede me la sono sudata”. Quello che leggi in certe mie frasi sconsolate sono proprio il rivoli di sudore di questo braccio di ferro, che mi prende e mi appassiona, che alimenta ogni minuto della mia vita - questo dialogo ininterrotto con Lui, un dialogo di pace ma anche di conflitto. E’ una ricerca di fiducia, ma anche una ribellione ad una volontà che non sempre capisco. Per questo scrivo che “credere non è un rifugio” - non deve esserlo: la fede deve essere qualcosa di propositivo, non un riempitivo per delle mancanze. Ed è in questa fatica che è al contempo l’unica vera gioia che mi lascio andare ai miei sconforti, quando capitano - perchè capitano - Perchè mi accorgo di quanto mi è dato e quanto poco so corrispondere ad quell’Abbraccio che è, poi, l’unica cosa che veramente cerco.
Sono già alle nozze di Cana - con te - con Lui - solo, a volte, mi sento inadeguata e non all’altezza…
Grazie della tua presenza, orma della Sua

il vuoto si può scrivere: è lo zero. 0.
il nome deriva dall’indiano sifr e, successivamente è stato latinizzato come Zefiro, che è anche il nome di un vento.

Ma il tuo vuoto non è lo zero matematico.

Assomiglia piuttosto ad un ascolto, ad un attesa.
Più snervante forse, ma colma di speranza.

Ciao! Che bello leggerti sul mio blog!
Sono contenta, davvero.
Anche perché hai scritto in poche righe molto di più di tanti, lunghissimi trattati…

In questi mesi sto imparando che anche “s-vuotarsi” è importante.
Si fa più spazio alle cose che contano, si fa ordine…
E confesso che alcuni dei commenti che ho ricevuto mi sono stati di ispirazione!

A presto!

Figurati.

Se hai tempo, prova a leggere sul mio blog il post del 1° gennaio.

Potrebbe essere fonte di altrettanta ispirazione..

Michelangelo

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