
C’è qualcosa di subdolo e viscido che si è infiltrato tra i miei pensieri e le mie emozioni. Lento, maligno, ha iniziato a deformare i pensieri e i sentimenti.
E’ come se un’altra me, dura e cattiva, quiescente per un po’, si sia d’improvviso svegliata e abbia deciso di prendere il sopravvento, di soffocare l’altra proprio quando, finalmente, forte e radiosa stava riprendendo in mano le redini della mia vita. Aveva trovato voce, quella piccola parte di me, l’unica parte vera, quella porzione di autenticità che piano piano aveva continuato a pulsare, per tutto questo tempo, in un angolo buio ma non chiuso. Ed ecco, le risa erano troppe, la gioia un fastidio ingombrante, i sorrisi luci troppo abbaglianti. E la parte maligna e crudele di me, che cerca ogni volta la conferma dell’abisso, la prigione in cui soltanto si sente libera, quella parte, come un tarlo, ha iniziato a suggerire altre verità. Ha iniziato, dapprima, a suggerire che tale bellezza non poteva essere per me. Che tale meraviglia, che tutto quell’amore mi sarebbe stato tolto, inevitabilmente prima o poi, come sempre accade… Ma tu sei stato più forte, e l’hai smentita ogni volta.
E allora, la parte maligna cambiò strategia… iniziò a insinuare il dubbio, a martellarmi con l’idea che allora, sì, allora quella gioia non era che un un’illusione costruita ad arte, un miraggio talmente desiderato da averlo travestito di realtà.
E il dubbio prese ansiosamente forma, fino a togliere l’aria, fino a portarmi sull’orlo di quel precipizio.
E’ allora che iniziò questa battaglia. Una fatica che le persone attorno non sanno capire… la lotta per far vincere ciò che di vero c’è in me. E con essa la lotta per per vincere te, noi.
Il copione sembrava già ineluttabilmente scritto.
Ne strappo le pagine, che orribilmente sembrano moltiplicarsi, e di nuovo le strappo, le brucio, cerco di cancellarne ogni traccia.
Ogni più piccola ferita del passato sembra farsi ogni giorno più violenta, ogni mia fragilità più inevitabile…
Mi sento gettata in un mondo di cui non sono parte. E sudo ogni volta il mio tentativo di trovare un posto anche per me.
Ma nel caos di tutta questa polvere, di tutta questa fatica, di tutte queste lacrime, solo una cosa è certa, malgrado il folletto crudele che mi abita la tesa voglia convincermi del contrario.
Io non voglio perderti. Non voglio lasciarti uscire dalla mia vita.

















